Le recenti questioni private ma poi divenute pubbliche, tra Sarri e Mancini e tra De Rossi e Mandzukic, costringe l’intervento del FIGC. Tra i primi ci sono stati insulti diretti da Sarri a Mancini, che lo apostrofò come “frocio”. Nel secondo caso invece De Rossi chiamò Mandzukic “zingaro di merda”, tra l’altro intimandogli di stare zitto.

Insulti di tipo razzista al giorno d’oggi non possono più essere tollerati. Differenza etnica o appartenenze sessuali non possono essere il pretesto per infangare uno sport che vanta milioni di spettatori e se oggi tali insulti non vengono puniti con una squalifica, se tramite prova TV, ben presto avverrà.

Il Presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, ha promesso che saranno effettuate modifiche per quanto riguarda le prove televisive che saranno estese anche a tutto ciò che riguarda le discriminazioni e gli insulti di tipo razzista.